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Sarà amore? (1 in linea:) (1) Visitatore
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Discussione: Sarà amore?
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a.buffa (Utente)
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Re:Sarà amore?
2 Mesi, 2 Settimane fa
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l'ispirazione mi è tornata presto!
quindi fra poco vedrete la mia nuova storia..x ora la sto scrivendo e poi la trascrivo al pc x pubblicarla....spero vi piaccia....
JOKER tieniti pronto a correggere qualke mio errore..spero di farne poki
 
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a.buffa (Utente)
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Re:Sarà amore?
2 Mesi, 2 Settimane fa
Karma: 5  

ecco una nuova versione del racconto...spero vi piaccia..

Era Domenica mattina, con un cielo azzurro e il sole splendente che riscaldava l’atmosfera fredda di Ottobre. Finalmente, dopo aver insistito tanto, la mamma mi aveva permesso di uscire da sola per fare una passeggiata. Erano le 10:00, a quell’ora non c’era quasi nessuno per le strade di periferia. Posso uscire di casa da sola per andare a scuola, quindi quella è stata una situazione particolare a condizione, però, di tornare a casa entro l’ora di pranzo; altrimenti i miei genitori sarebbero venuti a cercarmi. Camminavo tranquilla sul marciapiede che portava al bar della zona, volevo comprarmi qualcosa per lo spuntino della mattina, fortunatamente avevo con me qualche moneta. Era bello camminare con una leggera brezza che mi accarezzava i capelli e il sole che mi riscaldava. Avevo la testa immersa nei pensieri, era facile indovinare a chi pensavo: al mio dolce amore. Da quando ci eravamo chiariti, tutto andava perfettamente, a casa stavo ore al telefono con lui. Intanto in lontananza scorsi la figura di un ragazzo, alto quanto me, con i capelli castani e gli occhi scuri. Mi sembrava un volto familiare, poi l’ho riconosciuto: era Carlo il mio compagno di scuola. Così gli sono andata incontro e con un sorriso stampato in faccia l’ho salutato. Lui non mi sembrava molto allegro, infatti mi ha risposto con un tono sconsolato e triste. Nemmeno aveva fatto tanto caso a me e stava continuando a camminare per la sua strada con lo sguardo fisso a terra. Mi sentivo particolarmente allegra quel giorno e non volevo essere la sola, così l’ho fermato e ho detto: “Ehi! Qualcosa non va?”. Quella domanda l’aveva risvegliato e rispose: “Cosa? Oh … Scusa non ti avevo vista ero sovrappensiero, è tutto a posto, come mai sei in giro?”. Io ho subito risposto: “Volevo fare una bella passeggiata, tu?”, Carlo: “Anche io … Che ne dici se la continuiamo insieme?”. Io ho annuito e abbiamo ripreso a camminare uno di fianco all’altro, mi sembrava una situazione strana, anzi bizzarra. Fin la primo anno delle medie non avevo mai avuto questa confidenza con lui, come se in classe non esisteva. Quello poteva essere l’inizio di un’amicizia … o forse stavo correndo troppo! Infondo era una normale passeggiata tra compagni. Parlavamo del più e del meno sorridendo e scherzando, era bello stare in sua compagnia. Carlo è un bel ragazzo carino e simpatico, peccato per la scuola; non gli piace molto studiare, ha grandi capacità di comprensione, ma no ne vuole proprio sapere dello studio. Quindi se odia studiare, odia anche le professoresse, soprattutto che lo rimproverano per la sua nullafacenza e si comporta sgarbatamente nei loro confronti. Per il resto penso sia uno dei ragazzi più carini e simpatici della classe. Mentre io ero immersa nei miei pensieri non mi ero nemmeno accorta che lui mi stava fissando, fino a quel momento. Quando penso mi escludo completamente dal mondo e a volte mi scordo anche cosa faccio e dove sono. Allora ho detto: “Emh … Perché mi fissi?”, ho subito notato una scintilla di imbarazzo nei suoi occhi, che svanì subito e rispose: “E’ proibito forse? Poi dovevi vedere le facce che facevi mentre pensavi …” e ha fatto un imitazione. Mi sono messa a ridere, faccio veramente quelle facce mentre penso? Non mi sono arrabbiata, strano, se l’avesse fatto qualcun altro avrei iniziato a lamentarmi, con lui no. Io adoro una bandi che piace anche a lui, non quanto me, però gli interessa. Quindi, essendo molto informata su di essa, continuavo a parlare di questo argomento. Carlo mi ascoltava con attenzione aggiungendo le sue opinioni ogni tanto, sinceramente non capivo se gli interessava quello che dicevo. Il suo sguardo mi scrutava con grande interesse, c’era sicuramente qualcos’altro. Abbiamo fatto il giro di quasi tutto il quartiere ed erano le 12:30, dovevo tornare a casa. Nonostante lui abitasse lontano, si è offerto di accompagnarmi, mi dispiaceva però che doveva fare un tragitto più lungo. Arrivati davanti casa mia, ci siamo salutati come due grandi amici e quella mattinata era terminata così. Era stato davvero molto gentile, questo non c’entrava niente però con Gabriele, lui era il mio grande amore. Durante il pomeriggio, mi piace pensare al mio ragazzo, starei tutta la giornata a sognarlo ad occhi aperti; quel pomeriggio il mio cervello si concentrava solo su Carlo. Perché? Lui è un semplice compagno di scuola con cui ho fatto una passeggiata, non c’è niente di strano. Forse mi ha stranizzato il suo comportamento così gentile nei miei confronti. Uffa! Non sopporto tutti questi dubbi in testa, mi mettono in ansia e non sto più tranquilla. Mi sembrava di avere un groviglio di immagini, parole e punti interrogativi nella testa. Sono riuscita a capire solo una cosa tra quella confusione, che quando piaccio a un ragazzo si comporta in modo gentile. Non è sempre così, ma nei miei casi si, a me non interessava quello che pensava Carlo, io ero con Gabriele, punto e basta. A scuola sentivo che tutto era cambiato, come se stessi guardando con occhi completamente diversi. Nell’aria riuscivo a percepire questa situazione, solo per la mia persona, per gli altri mi sembrava tutto normale. Chi legge questo racconto penserà che io a scuola penso solo ai compagni. Invece mi dedico molto allo studio, altrimenti perché vado a scuola? E’ un racconto d’amore e non voglio evidenziare la noia dello studio. Durante le lezioni il mio sguardo passava da Gabriele a Carlo e, senza accorgermene, facevo anche i paragoni. Notavo sempre di più che Carlo ha poca volontà per lo studio, quindi gli esercizi in classe non li capisce non studiando a casa. Così, essendo vicino al suo banco, mi chiede aiuto per spiegargli come svolgere l’esercizio, io gli do una mano volentieri e lui impara anche in fretta. Stranamente mi chiama per nome, di solito sempre per cognome, come fanno tutti apparte Gabry. Carlo è un tipo molto scherzoso, non tanto come Gabriele, ma qualche battutina la fa. Non c’e’ mai una volta che io non rida a una sua battuta, è più forte di me. Quando lo guardavo, se non distoglievo io il mio sguardo lui sarebbe rimasto, non so per quanto tempo, a guardarmi. Da quella famosa mattina, lo consideravo più di prima e mai con nessun ragazzo sono stata così spontanea. Ridevo e sorridevo in modo sereno e felice, se mi soffermavo a pensarci, con Gabriele ridevo solo per il comico delle battute. E’ anche successa una cosa incredibile che non riuscivo nemmeno a spiegare. Nell’ora di disegno, il tema era il Romanticismo e dovevamo rappresentare un sentimento attraverso dei simboli. Io sono un po’ lenta a farmi venire idee e mentre stavo iniziando a fare lo schizzo, Carlo aveva già quasi finito. Gli ho chiesto:”Posso vedere il tuo disegno?” lui, per tutta risposta, mi porse il foglio. Ha iniziato a spiegare: “Ho rappresentato l’amore, infatti ci sono tutti gli animali in coppia”. Era un paesaggio di campagna con un lago al centro incorniciato dal tramonto. C’erano vari animali uno vicino all’altro e sulla sponda del laghetto due persone si abbracciavano. Ho subito detto:” Che carino! Disegni proprio bene”, lui ha notato che guardavo in particolar modo le persone al centro del foglio. Così ha aggiunto:”Se ti interessa saperlo, quello sono io che bacio una ragazza che conosco”. In quel momento, non so nemmeno perché, mi era apparsa davanti l’immagine mia e di Carlo che ci baciavamo. Era così nitida e ... bellissima che sono diventata tutta rossa dall’imbarazzo e lui:”Perché sei diventata rossa?”, a quelle parole il cuore partì a mille. Non potevo certo dire quello che stavo pensando veramente, dovevo trovare una scusa credibile subito. Ho risposto imbarazzata:”Emh … c’è caldo in aula e divento rossa per questo, apro la finestra per arieggiare un po’”, mentre mi sono avvicinata alla finestra per aprirla concludo:”Ah! Comunque davvero bello il disegno!”. Che figura! Era la scusa più assurda che abbia mia inventato, ce l’avevo fatta ma chissà se, se l’era bevuta veramente. Penso proprio di no visto che mi ha guardato con occhi da furbetto come per dire:”Si certo come no!”. Aveva sicuramente lasciato correre per non farmi imbarazzarmi troppo. Il problema era, perché ho immaginato di baciarlo guardando solo quel disegno? Non potevo crederci nemmeno io, mi sono anche accorta in un secondo momento che Gabriele mi stava guardando. Aveva assistito a tutta la scena in disparte e immaginavo già quello che mi avrebbe detto fuori da scuola. Questa volta ero sul serio nel pallone e mi sentivo male, il mio cuore sapeva chi amava io non volevo arrivarci. All’uscita da scuola, tra la folla di studenti stavo raggiungendo Gabriele, quando Carlo mi si è piazzato davanti. Ha chiesto:”Stai tornando a casa? Se vuoi ti accompagno!”, io:”No grazie, sono già in compagnia di …”, non mi ha fatto nemmeno finire la frase che mi ha trascinato con sé. Ha detto, mentre mi teneva per mano:”Bene, sono felice che sei disponibile, infondo non puoi tornare da sola con la brutta gente in giro”. Io continuavo a fissare la sua mano nella mia, era una bella sensazione ma era sbagliato quello che faceva, io ero già fidanzata, ma mi piaceva troppo il contatto della sua mano. Lui, notando che tremavo, mi ha lasciato la mano dicendo:”Ehm … scusa! Meglio mantenere le distanze”. Ho spiegato una volta per tutte come stavano veramente le cose:”E’ bello che ti preoccupi per me e cerchi di farmi compagnia, ma vorei passare anche un po’ di tempo con il mio ragazzo”. A quelle parole, disse con aria triste:”Ah! Hai ragione, scusa, non volevo intromettermi … ciao!”. Mi lasciò da sola sul marciapiede di fronte la scuola e se ne andò rammaricato. In quel momento mi raggiunse Gabriele che, con il fiatone, disse:”Eccoti finalmente, ti ho cercato tutto il tempo tra gli studenti che uscivano da scuola, perché non mi hai raggiunto tu?”. Non solo avevo spezzato il cuore a Carlo e mi sentivo profondamente in colpa, dovevo anche discutere con Gabry. Così ho risposto:”Ero sovrappensiero e mi sono ricordata dopo che dovevo tornare a casa con te come sempre e ti ho aspettato qui”. Abbiamo iniziato a camminare, in un strano silenzio carico di tensione, finché Gabriele mi ha chiesto:”Come mai in questi giorni non mi hai chiamato? Non hai risposto nemmeno ai messaggi e ho notato che non stiamo più uniti come prima, perché?”. Sapevo che prima o poi mi avrebbe fatto quella domanda e ho risposto:”Ho avuto molte cose da fare, non avevo il tempo di parlare al telefono e poi tu continui a piacermi quindi, perché credi che non siamo più uniti? Forse dipende da te!”. Lui:”Passi molto più tempo con Carlo che con me, sarebbe strano che non mi preoccupassi”. Io:”Puoi stare tranquillo, tra me e Carlo non c’è niente, probabilmente piaccio a lui, ma io amo solo te”. Lui:”Sei sicura? O lo dici solo per non farmi preoccupare?”. Io:”Dico la verità, possibile che non mi credi?”, Lui:”Allora perché sei diventata rossa mentre parlavi con lui in classe? Ti ho visto e questo non puoi negarlo e non raccontarmi neanche la stessa scusa che hai usato con lui”. La situazione stava diventando sempre più tesa, siamo rimasti entrambi a fissarci, purtroppo non era uno sguardo d’affetto, ma di impazienza e nervosismo. Alla fine, con un nodo in gola, sono riuscita a rispondere:”Non sono arrossita, poi che male c’è? Non sarai per caso geloso?”. Lui:”Geloso?Mi preoccupo per te … Ehi! Non cambiare discorso e rispondi sinceramente alla mia domanda!”. Io :”Tu non mi dimostri il tuo affetto, prendi esempio da Carlo”, Acc … avevo esagerato, subito mi sono messa una mano davanti la bocca come per tappare quel fiume in piena di parole. A Quell’ultima affermazione, Gabriele aveva sgranato gli occhi dallo stupore e dalla rabbia. Per risolvere tutto ho concluso dicendo:”Dobbiamo discutere proprio in strada?Io, quando mi innervosisco, urlo e dico solo stupidaggini dovresti saperlo, o forse non mi conosci bene”. Detto questo, mi sono messa a correre verso casa, quella conversazione mi aveva letteralmente mandato in tilt. A quel punto che cosa dovevo fare? Avevo spezzato il cuore sia al povero Carlo che a Gabriele. In un colpo solo ero riuscita a far andare il mondo contro di me, i ragazzi più carini della scuola li avevo persi per sempre. Mi rimaneva soltanto una triste solitudine.

questa volta è un pò lunghetto, ma nn preoccupatevi che la storia continua..ci impiegherò un pò di + a scrivere xk la situazione e' complicata e devo trovare un giusto finale!
volevo avvisare ke alcune parti sn vere..soprattutto quella del disegno dove immagino quel bacio, è successo veramente..ovviamente l'ho modificato un pò per renderla + carina!
accetto anche critiche d'accordo?
 
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#13123
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Re:Sarà amore?
2 Mesi, 2 Settimane fa
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Bravissima è davvero bella...continua così!
 
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Re:Sarà amore?
2 Mesi, 2 Settimane fa
Karma: 16  

Wow ke storia carina!!! Nn vedo l'ora di leggere il seguito!!!*_*
 
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#13133
Kid Bu 95 (Moderatore)
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Re:Sarà amore?
2 Mesi, 2 Settimane fa
Karma: 37  

Accidenti quanti sono lunghi 0_0

Li voglio leggere, anche se dici che sono troppo sdolcinati per me
Nei prossimi giorni le stamperò e le leggeròò
 
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a.buffa (Utente)
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Re:Sarà amore?
2 Mesi, 2 Settimane fa
Karma: 5  

Kid Bu 95 ha scritto:
QUOTE:
Accidenti quanti sono lunghi 0_0 :snorky: :ehhh:

Li voglio leggere, anche se dici che sono troppo sdolcinati per me :P
Nei prossimi giorni le stamperò e le leggeròò:laugh:


GRAZIE.... spero ke ti piacciano, poi fammi sapere la tua opinione

X TT grazie.... spero di continuare al più presto
 
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Re:Sarà amore?
2 Mesi, 2 Settimane fa
Karma: 22  

Ale,che romantica che sei! Ogni volta che leggo i tuoi racconti mi palpita il cuore!Vedo che la storia incomincia a complicarsi un pochino...mi hai messo sù una curiosità infinita...spero di leggere presto il seguito!
 
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#13252
Joker (Utente)
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Re:Sarà amore?
2 Mesi, 2 Settimane fa
Karma: 5  

e troppo lunga la stamperò pure io e la leggerò in seguito.
 
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#13270
a.buffa (Utente)
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Re:Sarà amore?
2 Mesi, 2 Settimane fa
Karma: 5  

scusate se è un pò lunga... forse dovevo dividerla in capitoli..
la prossima volta lo farò...
 
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a.buffa (Utente)
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Re:Sarà amore?
2 Mesi fa
Karma: 5  

Avevo combinato un tremendo pasticcio, perché dovevo avere solo io questi problemi? A scuola Carlo e Gabriele mi ignoravano ed erano in grande rivalità, quando i loro sguardi si incontravano erano carichi di rabbia. La decisione da prendere spettava a me, ma era così difficile! Io ero serena con Gabriele prima che Carlo si innamorasse di me (magari avessi veramente due ragazzi che mi vogliono Ndme). Però la cosa più sorprendente è stata la velocità dei fatti accaduti, per creare sintonia con Gabriele ci avevo impiegato quasi due anni, con Carlo solo qualche settimana. Questo dimostrava che c’era più affinità con Carlo? Oppure è bella la relazione con il ragazzo che ho dovuto lottare per avere? So che non potevo tardare troppo la risposta, ma avevo bisogno di distrarmi, in modo da poter ragionare serenamente. Per fortuna le mie amiche hanno organizzato un uscita alla Fiera del Mediterraneo (la fiera più grande che viene organizzata nella mia città Ndme) e io ho subito accettato, quella era la giusta occasione per non pensare a niente e divertirmi. Infatti il sabato sera eravamo tutte lì e abbiamo girato tra le varie pagode e padiglioni. Guardavamo ogni oggetto con attenzione facendo battute e spettegolando sul venditore, come quello delle pentole o prodotti per pulire i vetri delle finestre. In quei momenti mi sentivo felice, ero serena e così attiva che potevo toccare il cielo con un dito. Tutta la stanchezza e la confusione sembravano scomparse ed era fantastico, fin quando le mie amiche mi hanno chiesto in coro:”Allora come va con Gabriele? Abbiamo saputo che siete fidanzati”. Non volevo rovinarmi la serata parlando di lui e ho risposto:”E’ vero, stiamo insieme, ma non mi va di parlarne, preferisco divertirmi oggi”. Loro insistevano:”Abbiamo anche notato che Carlo ti fa il filo, perché no ne approfitti? Lui è più carino di Gabriele”. Ma che razza di amiche erano? Delle stupide oche che appena sentono una notizia sparlano tutto il giorno e non tengono in considerazione i sentimenti degli altri. Pensavo di potermi sentire meglio con loro, ma dopo quelle parole stavo peggio di prima, la confusione aveva di nuovo preso il sopravvento. Mi era anche passata la voglia di stare con loro, così ho detto:”Se non voglio parlarne, non potete costringermi, adesso scusate ma preferisco continuare il giro da sola”. A loro non è importato niente e sono andate nelle giostre della fiera, dove io non ci sarei mai andata perché ho paura di questi giochi. Non hanno avuto la minima delicatezza nei miei confronti, per piantarmi in asso così, si vede che a loro non interessavo molto. Ero così nervosa che riuscivo ad arrabbiarmi con il mondo intero. Calma Ale! Dovevo riprendere la mia serenità o sarei esplosa completamente, così ho ripreso a camminare tra le bancarelle. Adoro gli oggetti etnici, come le sculture in legno, l’incenso, strumenti musicali di origine orientale e tante altre cose. Cercavo di tirarmi su di morale guardando gli oggetti più strani e curiosi, ma invano. Mi sentivo sempre più triste e sola, le mie amiche mi avevano voltato le spalle alla prima occasione e io dovevo ancora scegliere tra Carlo e Gabriele. Tenevo molto a entrambi, anche se negli ultimi tempi Gabry non mi aveva dimostrato molto il suo affetto. Ero tentata di abbandonare tutto e tutti, ma sentivo che non potevo farlo; alla fine chiunque avrei scelto, uno dei due avrebbe sofferto molto. Continuavo a camminare tra le bancarelle cercando qualcosa che mi distraesse dall’angoscia. Non mi rendevo conto che le lacrime iniziavano a scorrere e mi rigavano il viso. Sembrava che la mia mente non era padrona del corpo, facevo azione senza sapere perché. Ho iniziato a correre, senza una meta precisa, volevo solo correre per liberarmi dai pensieri. Improvvisamente, sono andata a sbattere contro qualcuno, era Carlo. Non sapevo se era veramente lui o frutto della mia immaginazione, in ogni caso mi sono buttata tra le sue braccia a piangere. Volevo sfogarmi e prosciugare tutte le lacrime che avevo e sono rimasta a piangere e singhiozzare per un po’. Lui per proteggermi, mi circondò con le braccia, rimase in silenzio e quando i miei singhiozzi sono diminuiti; mi ha sussurrato nell’orecchio:”Che cosa è successo? Non preoccuparti, ci sono qui io a consolarti”. Non volevo rispondere subito e sono rimasta abbracciata a lui in silenzio o e singhiozzando ancora un po’. In quel momento ero serena, adoravo sentire il calore del suo abbraccio, in una serata fredda come quella. In realtà, avrei dovuto essere arrabbiata, perché è stato lui la causa dei miei problemi; se non si fosse mai interessato a me sarei felice e spensierata con Gabriele. Ma nella situazione in cui mi trovavo in quel momento, non riuscivo a essere arrabbiata, quell’abbraccio mi aveva sciolta. Era come se intorno a me non esistesse nessuno, né luogo né tempo, solo noi due. Ricordavo una poesia di Jacques Prévert ( non è famosa o molto conosciuta, ma mi è sembrata adatta all’occasione e mi piace tanto Ndme)
I Ragazzi che si amano
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.
Finalmente avevo deciso di parlare con lui e ho risposto alla sua domanda:”E’ una storia lunga che riguarda anche te”. Mi sono scostata da lui fissandolo dritto negli occhi, erano così scuri e profondi che potevo caderci dentro come in un posso senza fine. Avevo il viso e il naso rosso dal pianto e gli occhi lucidi, ma non m’importava del mio aspetto; ero troppo nervosa per l’argomento che avevo appena aperto. Carlo disse:”Sediamoci da qualche parte e parliamo con calma, ti va?”, solo in quell’istante mi sono ricordata di trovarmi alla fiera, quella poesia ha proprio ragione “I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno”; avevo annullato tutto e tutti. Così ho annuito e ci siamo seduti in una delle tante panchine sotto un albero e Carlo rimase a guardarmi in attesa del mio racconto. Il cuore batteva fortissimo, avevo paura che da un momento all’altro sarei svenuta dall’emozione, ma mi sono fatta coraggio. Prima o poi avrei dovuto fare quel discorso e ho iniziato cercando di essere il più precisa possibile:”Per farla breve, devi essere sincero con me, io ti piaccio o no?”. Quella domanda l’aveva stupito e imbarazzato, rispose:”Emh … Pensavo te ne fossi accorta, non c’è bisogno di dirlo chiaramente”. Era cotto di me (magari fosse vero Ndme), allora ho continuato:”In realtà questo l’avevo capito, il problema è che ho già un ragazzo e mi hai messo in difficoltà, capisci?”. Guardando fisso a terra, disse:”Purtroppo lo so, ma … sei carina e ci tengo a te … però capisco anche la tua situazione; per evitare problemi mi farò da parte”. Con uno sforzo sovraumano ho mormorato:”Io tengo a entrambi e qualunque decisione prenderò, uno di voi soffrirà”. Carlo disse:”Cosa hai detto? Tieni a entrambi?”, io :”Emh … si!”. Mi stupivo nel constatare che non ero ancora svenuta, non avevo mai fatto una conversazione simile. Improvvisamente, Carlo si è alzato dalla panchina dove eravamo seduti e fece qualche passo avanti verso la fontana che c’era di fronte. Si è fermato a guardare la sua immagine riflessa nell’acqua, finché accanto alla sua figura è apparsa la mia, dopo averlo raggiunto. Rimase in silenzio e io avevo delle parole impresse nel cuore che dovevo tirare fuori, era difficile e non avevo mai provato simili sensazioni. Non riuscivo nemmeno a descriverle e non sapevo con chiarezza che cosa erano, ma una forza incredibile mi ha fatto uscire queste tre semplici parole:”TI VOGLIO BENE”. Avevano un significato profondo e immenso, non le avevo dette a un amico, ma a un ragazzo a cui tenevo molto e mi piaceva. Finalmente avevo ammesso a me stessa che mi piaceva di più lui che il mio vero fidanzato. Il cuore continuava a battere sempre più forte in quel romantico e misterioso silenzio, ero troppo imbarazzata. Quella è stata una piccola dichiarazione e non riuscivo a guardarlo in faccia e tenevo gli occhi bassi. Ho sentito Carlo girarsi verso di me, prendermi il mento tra due dita per voltarmi a sua volta verso di lui. Siamo rimasti in silenzio a fissarci, uno perso negli occhi dell’altro. Carlo ha avvicinato il suo volto al mio e le nostre labbra si sono incontrate in un tenero bacio. Sembrava volesse comunicarmi con quel gesto che anche lui mi voleva bene. Quel bacio era particolare, sentivo qualcosa di completo e profondo come per indicarmi che quello era il ragazzo giusto. Nella vita non so se ci saranno altri ragazzi dopo di lui che mi piaceranno (è ovvio, questi sono solo amori passeggeri Ndme), in quel momento avevo le idee chiare in testa. Dovevo rompere con Gabry. Purtroppo neanche lui voleva perdere il suo amore e doveva cercare di riconquistarmi come aveva fatto Carlo. Ma utilizzò un metodo più violento e di pessimo gusto, è avvenuto a scuola durante una delle tante ore di lezione. Sono usciti entrambi in bagno ed era tornato solo Gabriele. Il tempo passava e di Carlo nemmeno l’ombra, forse gli era successo qualcosa; non riuscivo a stare tranquilla e attenta alla lezione perciò decisi di indagare. Sono andata in bagno anche io e, senza farmi vedere da nessuno, sono riuscita ad entrare nel bagno dei ragazzi. Non avrei dovuto farlo, chissà cosa avrebbe pensato uno studente venendo lì. Ma avevo lo strano presentimento che gli fosse successo qualcosa di grave; l’avevo capito dall’espressione soddisfatta e decisa di Gabriele, appena tornato in classe. Ormai lo conoscevo bene e riuscivo a comprendere le azioni che faceva e gli stati d’animo attraverso la faccia. Avevo fatto bene a preoccuparmi, infatti ho trovato Carlo a terra con la schiena appoggiata al muro del bagno mezzo svenuto. Gli usciva sangue dal labbro inferiore e aveva un occhio nero, non potevo crederci. Ero spaventata e turbata, possibile che Gabriele, pur di riconquistarmi, aveva picchiato in quel modo il povero Carlo?
 
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